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Prematuri a chi?

Il 17 novembre è un giorno molto speciale che però non tutti conoscono.

Ogni anno, infatti, in questa data si celebra la Giornata Mondiale della Prematurità, promossa dalla European Foundation for the Care of Newborn Infants, con l’intento di diffondere la consapevolezza e l’informazione, oltre che di sensibilizzare le donne sulle possibilità esistenti a livello di prevenzione e trattamento delle complicazioni legate ad un parto prematuro.

Da 5 anni siamo attivi con lo sportello di servizi alla nascita “Fiocchi in Ospedale”, un programma nazionale di Save the Children Italia che Pianoterra realizza presso la Neonatologia – T.I.N. e l’ambulatorio di follow-up del neonato a rischio dell’ospedale Cardarelli di Napoli, grazie al generoso sostegno di Pasta Garofalo. In questi anni abbiamo avuto la fortuna/possibilità di conoscere tante mamme e tanti papà di bimbi nati prematuri e che, grazie alle abili cure ricevute in reparto e al grande amore dei loro genitori, hanno potuto fare ritorno a casa.

Pensiamo non ci sia modo più bello di festeggiare questo giorno così speciale che farlo con una testimonianza che una mamma, seguita e supportata dal nostro servizio, ha voluto lasciarci.

 

Lo sportello di Fiocchi in Ospedale al Cardarelli è la realtà che ci ha permesso di trasformare l’esperienza traumatica che noi stavamo vivendo in un’esperienza di supporto, di contenimento e anche di affetto, e che ci ha fornito risorse che neanche pensavamo di avere, visto quello che stavamo affrontando.

Noi siamo arrivati in ospedale in piena notte e in piena emergenza, per un distacco di placenta improvviso. Ero alla mia prima gravidanza, e mi sono ritrovata dall’avere Giulio in pancia, convinta che andasse tutto bene, all’avere Giulio in carne ed ossa ma non accanto a me, non con noi, non con la sua mamma e il suo papà. E’ stata una cosa davvero disarmante. Non avevo minimamente immaginato che potesse accadere perché era stata una gravidanza bellissima, meravigliosa. Giulio è nato alla trentacinquesima settimana di 1,930 kg e 44 cm quindi proprio una mollichina, così come lo chiamavano in terapia intensiva. È stato in terapia intensiva per 15 giorni. Di quei 15 giorni sicuramente ricordiamo tante cose, tra le quali il supporto pratico e rassicurante di Daniela, il sorriso e le informazioni indispensabili di Brunella e il sostegno discreto e affettuoso di Arianna. Ricordiamo tutto questo perché loro ci hanno fatto in un certo senso da guida, consentendoci di camminare con un po’ più di sicurezza e un po’ più di serenità lungo la strada sconosciuta e tortuosa che stavamo percorrendo.

Per questo penso che lo sportello “Fiocchi in Ospedale al Cardarelli” sia davvero un servizio indispensabile per le mamme, i papà, le famiglie che in qualche modo affrontano l’esperienza di una nuova vita. Sia per chi come noi l’ha vissuta in un modo traumatico, improvviso, sia per chi in realtà arriva lì e sa di avere poche risorse a disposizione, si sente spiazzato perché ha pochi mezzi sia materiali che emotivi. In ospedale durante quei giorni ho avuto modo di conoscere tante mamme, alcune sole, alcune completamente disorientate, perse anche perché straniere che non riuscivano ad esprimersi e capire cosa venisse loro detto. In queste situazioni, trovare qualcuno che ti ascolta, ti sostiene, ti fornisce le informazioni di cui hai bisogno, ti guida e magari anche ti coccola è davvero meraviglioso.

“Fiocchi in Ospedale al Cardarelli” per noi ma in realtà per tante mamme che ho conosciuto lì è stato tutto questo, un’esperienza reale che rende migliore quello che sta accadendo e che non sempre ti permette di essere sereno. Grazie!

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