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conversazione telefonica

#Lontanimavicini: accompagnamento alla nascita in remoto con il progetto “We Can”

Da diverse settimane ormai l’epidemia del virus SARS-CoV-2, che ancora a metà febbraio sembrava una minaccia lontana, si è materializzata in modo drammatico nella quotidianità di un numero crescente di paesi, compreso il nostro, uno dei più colpiti. L’Italia è stretta nella morsa del virus, scuole, attività commerciali non essenziali, attività ricreative sono chiuse e a tutti è stato imposto di restare a casa. Tutti guardano con apprensione i notiziari e cercano informazioni dai canali più diversi, spesso poco affidabili o confusionari. Anche Pianoterra ha dovuto sospendere i servizi per le famiglie nelle sue diverse sedi operative, ma non per questo è venuto meno l’impegno ad accompagnare, anche se da remoto, le famiglie prese in carico. Per evitare di accrescere confusione e “rumore informativo”, sin dall’inizio dell’epidemia abbiamo scelto di pubblicare un numero molto limitato di contenuti sull’argomento, cercando di dare informazioni chiare e soprattutto accurate, che aiutino i nostri utenti a orientarsi in questo difficile momento.

Un costante lavoro di monitoraggio telefonico, ad esempio, viene condotto in questi giorni con tutte le future mamme e neomamme prese in carico con il progetto “We Can: percorsi di accompagnamento alla nascita e sostegno alla genitorialità per famiglie in condizione di vulnerabilità”, realizzato grazie al contributo dei fondi dell’8×1000 alla Tavola Valdese. A loro abbiamo fatto pervenire le indicazioni rese note dall’Istituto Superiore di Sanità relative al periodo della gravidanza e del puerperio, e ciè che allo stato attuale l’infezione da SARS-CoV-2:

  • non sembra essere più grave durante la gravidanza che nella popolazione generale
  • non sembra causare uno specifico danno al bambino durante la vita endouterina
  • non sembra essere trasmessa verticalmente dalla madre al bambino
  • non sembra esserci un’indicazione specifica al parto cesareo in caso di infezione da SRAS-CoV-2
  • non è noto il passaggio del SARS-CoV-2 nel latte materno
  • non sembra ci siano motivazioni sufficienti a controindicare l’allattamento al seno.

Abbiamo inoltre ricordato loro che in condizioni normali (cioè in assenza di segni o sintomi di infezione) le raccomandazioni per le donne in gravidanza e in puerperio sono le medesime valide per tutti:

  • lavarsi le mani regolarmente e frequentemente strofinando bene per 20-30 secondi con sapone e acqua o un detergente a base di alcol
  • evitare i contatti con chiunque tossisca e starnutisca
  • mantenere una distanza di sicurezza di almeno 1 metro da chiunque
  • evitare di toccare occhi, naso e bocca con le mani
  • coprire bocca e naso con fazzoletti monouso quando si starnutisce o tossisce. In mancanza di un fazzoletto, starnutire o tossire nella piega del gomito (NON nelle mani)
  • restare il più possibile a casa, secondo le indicazioni del governo
  • segnalare precocemente al proprio medico curante qualunque segno o sintomo sospetto e nel caso NON recarsi autonomamente in ospedale.

Riguardo le visite di controllo, infine, abbiamo segnalato e monitorato gli accertamenti che sono stati rimandati o cancellati. È questo il caso di Melissa, la cui visita di controllo ostetrico-ginecologica è slittata di due settimane: “Non preoccuparti”, le abbiamo detto, “Il dottore dice che se questo è stato possibile è perché stai vivendo una gravidanza regolare e che spostare l’appuntamento non mette a rischio né la tua salute, né quella della tua bimba”. Altre visite di controllo sono invece state confermate nonostante i timori delle gestanti. È il caso di Joy, che abbiamo dovuto convincere a recarsi in ospedale, “Ci sono dei risultati che non sono tanto buoni, vogliamo essere certi che tu e la tua bambina stiate bene. Siamo d’accordo con il tuo ginecologo che è meglio che tu vada in ospedale, il tuo dottore ti aspetta per un controllo”.

Prosegue così anche in questa grave emergenza socio-sanitaria il nostro lavoro accanto alle nascenti famiglie, grazie anche per questo progetto al contributo dell’8×1000 alla Tavola Valdese.

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