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L’ostetrica “sociale”

L’OMS ha proclamato il 2020 l’anno internazionale dell’infermiere e dell’ostetrica, due figure fondamentali di cui tutti noi stiamo apprezzando forse ancor di più l’operato in questo periodo di emergenza sanitaria che vede proprio infermiere e ostetriche tra i professionisti sanitari in prima linea nella cura e nell’assistenza a chi è stato colpito dal nuovo Coronavirus.

Dal 1991 il 5 maggio è stato proclamato Giornata internazionale delle ostetriche, e a questa figura, così importante anche nella nostra équipe multidisciplinare, vorremmo dedicare una riflessione.

In passato le ostetriche erano chiamate “levatrici”: donne che aiutavano le partorienti a mettere al mondo i loro bimbi, che sapevano come “levare” il neonato dal corpo della donna incinta. Un mestiere antichissimo, che non è mai stato limitato solo all’aiuto nel far nascere il bambino, ma che ha sempre compreso anche preziose indicazioni alle madri – e alle loro famiglie – sul riposo e sulla dieta da seguire. Spettava loro inoltre anche il supporto emotivo per le donne durante la gravidanza, un periodo in cui queste ultime necessitano di cure, attenzioni e protezioni particolari.

Fino a non molto tempo fa queste professioniste – proprio come le infermiere – non avevano nessuna qualifica “ufficiale”, ma apprendevano il mestiere generazione dopo generazione. Oggi, invece, l’ostetrica è una figura professionale riconosciuta, grazie a un percorso di studi universitari dedicato, e le sue funzioni vanno molto oltre l’accompagnamento durante il parto.

Anche il suo ambito di intervento si amplifica: un’ostetrica, infatti, si occupa del benessere della donna dal menarca, passando per l’età fertile sino alla menopausa, con particolare attenzione all’assistenza durante la gravidanza e nel periodo del puerperio. Lavora in ospedale, nei consultori familiari e come libera professionista privata anche nell’accompagnamento al travaglio e al parto a domicilio.

Secondo gli studi scientifici internazionali (OMS), recepiti anche dal nostro sistema sanitario con le Linee guida sulla gravidanza fisiologica, la gravidanza a basso rischio (senza complicanze) può essere seguita in autonomia dall’ostetrica.

L’ostetrica cura anche gli aspetti della preparazione fisica e psicologica al parto (corsi di accompagnamento alla nascita, corsi di movimento in gravidanza, corsi di acquaticità in gravidanza e neonatale) ed è in grado di fornire risposte a tutti i dubbi, le ansie e le numerose domande che i futuri genitori si pongono lungo il percorso dell’attesa, denso di emozioni e cambiamenti.

In molti servizi socio-sanitari del territorio – Aziende Sanitarie e consultori – sono previste visite domiciliari gratuite nel post parto: l’ostetrica supporta la mamma nell’allattamento (al seno o artificiale) e nella gestione e nell’igiene del bambino; valuta il benessere psicofisico della mamma monitorando l’evoluzione delle lochiazioni, medicando le ferite da taglio cesareo; coglie sul nascere i sintomi del disagio psichico (baby blues e depressione post-parto) indirizzando tempestivamente la neomamma verso figure professionali competenti.

L’ostetrica ha infine un ruolo fondamentale al fianco delle donne anche nella prevenzione ginecologica: contribuisce all’esecuzione di pap-test e tamponi e conduce corsi dedicati alla riabilitazione del pavimento pelvico, per il recupero della sua tonicità sia nel post parto che in menopausa.

Sin dalla sua nascita l’associazione Pianoterra ha scelto di accompagnare le donne lungo il percorso nascita in linea con le raccomandazioni dell’OMS e in collegamento con i servizi socio-sanitari del territorio. Da gennaio 2020, con la progettazione di We C.A.N.: percorsi di accompagnamento alla nascita e sostegno alla genitorialità per famiglie in condizione di vulnerabilità, Pianoterra onlus si avvale della collaborazione interna di una ostetrica professionista, nella convinzione che anche e soprattutto in contesti di fragilità e disagio promuovere buone pratiche in gravidanza e nel post parto aiuti a costruire un percorso di salute e cura di cui beneficeranno i bambini, le madri e i padri.

È un modo innovativo di intendere il ruolo e i compiti di un’ostetrica che diventa in un certo senso “sociale”, fornendo consulenze telefoniche e in sede su appuntamento per rinforzare informazioni ricevute presso i luoghi preposti alla cura medica della gravidanza (consultori e ospedali), prestando ascolto a domande, sensazioni e paure che si presentano durante i novi mesi, sostendo e aiutando le mamme ad avere fiducia nelle proprie risorse e capacità di prendersi cura del proprio bambino. Azioni tanto più preziose in questo periodo di emergenza socio-sanitaria.

Un ruolo che per caratteristiche formative ed educative possiamo definire “pedagogico”, come ben si evince dalle parole di Valentina Zeuli, ostetrica di Pianoterra.

La gravidanza, il parto, il divenire genitori sono tra gli eventi più intensi della vita di una donna: il proposito di un’ostetrica/o è la tutela del benessere femminile in toto, con l’obiettivo di promuovere l’empowerment, ossia l’acquisizione di consapevolezza e di responsabile potere decisionale da parte delle persone assistite. Ogni donna, infatti, possiede già la giusta preparazione all’evento parto, per cui il ruolo dell’ostetrica/o è quello di attivare nella futura mamma le sue competenze endogene, innate, e di supportarla nelle sue scelte. Ho iniziato da poco a collaborare con Pianoterra, ma ho già avuto la possibilità di stare al fianco di molte donne e sono rimasta colpita dal modo quasi “meccanico” con cui spesso affrontano la gravidanza: si presentano alle visite, eseguono gli esami del sangue, si recano in ospedale quando iniziano le contrazioni, ma non comprendendo, né cercando di capire, le motivazioni per cui viene chiesto loro di fare un determinato test. Avere l’opportunità di offrire questo tipo di consapevolezza a una fetta di popolazione che, purtroppo, vive continui disagi (linguistici, burocratici o assistenziali) è per me un’importante occasione di crescita personale, oltre che professionale. A queste donne, dalla gravidanza al puerperio, vorrei offrire gli strumenti giusti – conoscenze basilari, consigli, esempi pratici, esercizi, ecc. – per vivere con consapevolezza una delle tappe più belle della loro vita”.

Concludiamo tornando all’attenzione che l’OMS ha scelto di dare alle infermiere e alle ostetriche in questo anno particolare, e ricordando un altro anniversario che ricorre nel 2020: il bicentenario della nascita di Florence Nightingale, un’infermiera britannica considerata la fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna e la prima a battersi affinché a questa professione fossero riconosciuti la giusta rilevanza e il giusto ruolo. Florence Nightingale era anche nota come “la signora con la lanterna”, perché si aggirava anche di notte, armata di una lampada e di infinita buona volontà, per confortare, assistere, incoraggiare, dare speranza. Quello che scrive Valentina ci ricorda molto questo: la lanterna delle parole, dell’ascolto, del conforto, della consapevolezza per illuminare un periodo – quello della gravidanza – che può essere bellissimo ma anche pieno di confusione, paure, ansie. Viverlo al meglio è fondamentale, non solo per il benessere della donna, ma anche per quello del bambino che sta per nascere.

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