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Pianoterra punta sui genitori per migliorare il presente e il futuro dei bambini

Il lavoro di Pianoterra è centrato sul sostegno alla persona e si concentra in particolare sul rapporto genitore-bambino. Lo scopo principale è quello di accompagnare una famiglia nei passaggi più importanti, a partire da quelli che avvengono dall’inizio della vita. Ciò avviene, idealmente, già dalla gravidanza, e continua, nei nostri progetti, fino all’adolescenza. Il nostro lavoro è un percorso in continua evoluzione, che si serve di riflessioni e aggiustamenti basati su quello che emerge lavorando costantemente assieme al genitore, in particolare la madre.

Si tratta dunque di un lavoro co-costruito, all’interno di un quadro in cui la madre, partecipando alle attività proposte e attraverso lo scambio con gli operatori e con altre madri, acquisisce nuove consapevolezze nel campo della genitorialità. Questo lavoro inizia già dal primo contatto: dopo l’analisi della domanda e dei bisogni di quella specifica coppia madre-bambino o di quella famiglia, la madre con il suo bambino vengono inseriti in una delle attività previste dai vari programmi (la scuola di italiano, i gruppi di sostegno e accompagnamento alla genitorialità, i laboratori e gli incontri su varie tematiche relative alla salute materno-infantile, le consulenze individuali, gli interventi di sostegno materiale). Tutto ciò avviene stabilendo un patto di responsabilità reciproche: la madre si impegna a esserci e a provare a fidarsi, e gli operatori a guidarla, dando spazio alla sua soggettività e a quella del suo bambino, ma tenendo sempre “la bussola” dell’intervento.

Lavoriamo su tematiche relative allo sviluppo e all’educazione, dandoci come obiettivo quello che emerge dall’analisi dei bisogni della famiglia. La metodologia di Pianoterra è centrata sull’ascolto dei problemi concreti, derivanti in primo luogo da condizioni di svantaggio socio-economico, e di carattere psico-educativo. Abbiamo sempre ben chiaro che le difficoltà del genitore, a vario livello, si ripercuotono sulla relazione genitore-figlio, creando dei disagi che possono assumere svariate forme. Secondo questa linea di pensiero, una buona parte di ciò che si riesce a trasmettere a una donna in gravidanza o a una mamma, se ben accolto e recepito, ha inevitabilmente una ricaduta positiva sulla generazione successiva e, a livello trasversale, sul resto della famiglia. In famiglie in cui c’è più di un figlio, anche i fratelli più grandi possono beneficiare di un intervento educativo svolto con la madre.

Non meno importante è l’impatto che il lavoro di sensibilizzazione sulle buone prassi in tema di gravidanza, maternità, puericultura, può avere sulle altre mamme, un effetto positivo a catena che può rafforzare ulteriormente il nostro lavoro. È questo l’elemento più importante su cui Pianoterra insiste, per mettere in campo interventi che siano il più possibile trasformativi, nell’interesse della salute psico-fisica della madre, del bambino e, più in generale, della comunità. Quello che ci si augura è che, come spesso fortunatamente accade, siano le stesse madri con cui lavoriamo a spiegare alle altre il senso di un intervento, a scambiarsi consigli, sostegno, o informazioni apprese in occasione di un incontro tematico, o che, cosa ancora più importante, una volta tornate a casa, mettano in pratica quello che hanno ascoltato e siano fiere di riportare il racconto di questo piccolo cambio di approccio o comportamento.

Per concludere, quando si lavora con i bambini nei primi anni di vita, non si può non lavorare contemporaneamente su due generazioni: quella del bambino (quando ad esempio gli si dà la possibilità di sperimentare e sperimentarsi nello spazio morbido allestito presso la nostra sede, dedicato al gioco con e senza la mamma) e quella dei suoi adulti di riferimento, costruendo con loro gli strumenti per accompagnare la sua crescita.

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