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Di cosa parliamo quando parliamo di violenze sui minori? Un glossario per orientarsi.

Con l’avvio di “Inviolabili” si apre per Pianoterra una nuova sfida: incidere in modo sempre più efficace sulle condizioni di vita di bambini che vivono in nuclei familiari multiproblematici, esposti al rischio di assistere o subire in prima persona maltrattamenti, abusi o violenze. Una sfida che è nuova solo in parte: integriamo infatti da sempre al nostro lavoro quotidiano con le famiglie che seguiamo un insieme di azioni volte a promuovere una genitorialità positiva, accompagnandole affinché al loro interno i bambini possano crescere sani e sicuri. Al tempo stesso, nel corso degli anni ci siamo dotati di strumenti concettuali e operativi sempre più rigorosi e trasparenti per rendere gli spazi di Pianoterra – fisici o virtuali – luoghi sicuri per i bambini, la tutela dei quali è prioritaria.

Il progetto “Inviolabili” punta esplicitamente i riflettori su questo aspetto del nostro lavoro, ponendosi l’obiettivo di rafforzare tra tutti i partner di progetto e le loro reti territoriali competenze e modalità operative finalizzate a prevenire le varie forme di maltrattamenti o violenze in contesti di rischio, intercettare precocemente i casi e prenderli in carico con tempestività.

Un altro obiettivo del progetto è la promozione di una più generalizzata e condivisa cultura della tutela dell’infanzia, che metta al centro il benessere dei bambini sin dalla nascita e armonizzi istanze, percorsi e priorità tra i vari soggetti chiamati a proteggere i minori. Proprio per questo, e data la particolare delicatezza delle tematiche affrontate da “Inviolabili”, abbiamo pensato di condividere un piccolo e assolutamente non esaustivo glossario di termini riferiti all’ambito della tutela dell’infanzia, che utilizziamo come base per la formazione degli operatori che lavorano a Pianoterra e che potrà essere una guida utile a tutti nella lettura di futuri approfondimenti su questa area di intervento.

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Abuso su minore: un qualsiasi atto, o il mancato compimento di un atto, che arrechi danno fisico o psicologico a un minore o ne precluda le prospettive di un corretto e sano sviluppo. Le principali categorie di abuso identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono: abuso fisico, abuso affettivo o psicologico, incuria, abuso sessuale.

Abuso fisico: ogni atto commesso da chi ha in cura un minore che provoca danno fisico reale o ha la potenzialità di farlo. Sono forme di abuso fisico: colpire o percuotere, scuotere, mordere, scottare, avvelenare, soffocare (OMS).

Abuso affettivo o psicologico: comprende forme di comunicazione e/o comportamenti messi in atto in modo continuativo e duraturo da parte di chi si prende cura del minore e che determinano un effetto negativo sulla salute e sullo sviluppo fisico, psicologico, mentale, morale e sociale del minore stesso. Include limitazione dei movimenti, denigrazione, scherno, minacce e intimidazioni, discriminazione, allontanamento e altre forme non fisiche di trattamento ostile (OMS).

Esperienza sfavorevole infantile: situazioni o eventi vissuti nell’infanzia che possono configurarsi come “incidenti di percorso” negativi, più o meno cronici, rispetto all’ideale traiettoria evolutiva del minore, tanto sul piano personale che relazionale.

Incuria: trascuratezza nell’occuparsi dello sviluppo di un minore da parte di chi dovrebbe prendersene cura e sarebbe in grado di farlo, in una o più delle seguenti aree: salute, educazione, sviluppo affettivo, nutrizione, protezione, condizioni di vita sicure. L’incuria si distingue dalla situazione di povertà e indigenza perché si verifica solo nei casi in cui chi si occupa del minore ha sufficienti risorse per poterlo fare e non lo fa. Tra le forme di incuria ci sono: mancato ricorso all’assistenza sanitaria quando necessario, mancata o scarsa adesione alle terapie prescritte, privazione di cibo che porta a malnutrizione, esposizione a stili di vita insalubri o pericolosi, inadeguata protezione da pericoli ambientali, abbandono o scarsa supervisione, mancanza di igiene, impedimento all’istruzione (OMS). Altre forme di trascuratezza sono la discuria, definita come il fornire cure inappropriate al minore (ad esempio non adeguate all’età), e l’ipercura, definita come il fornire cure e attenzioni eccessive, anche in ambito medico-sanitario.

Pedopornografia: produzione, divulgazione, diffusione e pubblicizzazione con qualsiasi mezzo di immagini o video ritraenti minori coinvolti in comporti sessualmente espliciti, reali o simulati.

Sfruttamento sessuale: forma di abuso sessuale che prevede il coinvolgimento di bambini, bambine o adolescenti in qualsiasi tipo di attività sessuale in cambio di denaro, regali, cibo, ospitalità o altra utilità per il minore o la sua famiglia.

Situazione di pregiudizio: una situazione in cui il contesto familiare o extrafamiliare in cui il minore è calato genera in quest’ultimo uno stato di sofferenza, disagio o carenza che può incidere negativamente sulle sue potenzialità di crescita o sviluppo.

Violenza assistita: si verifica quando i minori sono spettatori di qualsiasi forma di maltrattamento espresso attraverso atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative, adulte o minori.

Violenza sessuale (indicata anche con il termine “abuso sessuale”): qualsiasi attività sessuale tra un adulto e un bambino, bambina o adolescente che, per ragioni di immaturità psicologica e/o affettiva o per condizioni di dipendenza dagli adulti (o in quanto ne subisce l’influenza), non è ritenuto in grado di poter compiere scelte consapevoli o di avere adeguata consapevolezza del significato e del valore delle attività sessuali in cui viene coinvolto. Le attività sessuali includono rapporti sessuali veri e propri, forme di contatto erotico ma anche atti che non prevedono un contatto diretto, come l’esposizione del bambino, bambina o adolescente alla vista di un atto sessuale.

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